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Gli Stati Uniti, all’avanguardia nelle tecnologie rinnovabili, guardano con interesse all’Italia e alle sue innovazioni tecnologiche nella distribuzione dell’energia. È quanto emerso dal forum sull’Energia Pulita tenutosi a Washington durante il quale è stata illustrata la tecnologia “smart grid” (rete intelligente) messa a punto dall’Italia in collaborazione con la Corea del Sud.
Si tratta di una rete profondamente diversa dall’attuale che è basata su grandi dorsali che collegano i poli produttivi (in buona sostanza le zone dove sono presenti le centrali termoelettriche) e i poli di consumo (cioè le grandi città). La nuova tecnologia, al contrario, nasce per interconnettere tante piccole centrali di produzione, generalmente da fonti rinnovabili e intermittenti, che spesso si trovano all’interno delle zone dove l’energia si consuma, come nel caso dei tetti fotovoltaici.
La "smart grid" consiste in una rete comune in grado di fare interagire produttori e consumatori, determinando in anticipo le richieste di consumo e adattando con flessibilità la produzione e il consumo di energia elettrica. Non è più quindi solo un canale per trasmettere e distribuire energia elettrica dalle grandi centrali ai clienti finali, ma si compone di tante piccole reti tra loro collegate in grado di comunicare scambiando informazioni sui flussi di energia, gestendo con migliore efficienza i picchi di richiesta, evitando interruzioni di elettricità e riducendo il carico, ove necessario.
Approfondimenti
22/07/2010
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