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Dopo l’approvazione al Senato, nei giorni scorsi, degli incentivi per la produzione di energia da scarti agricoli, le principali associazioni del settore esprimono le loro impressioni.
Con l'approvazione del provvedimento relativo a 'Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia' (A.S. 1195-B), al cui interno sono state inserite modifiche normative relative all'incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse, infatti, viene data immediata applicazione alla possibilità per gli impianti di potenza installata inferiore ad 1 MW di accedere ad una tariffa fissa omnicomprensiva pari a 0,28 euro per Kwh prodotto. Il Senato conferma inoltre la cumulabilità di tali incentivi con gli aiuti agli investimenti in conto capitale fino ad un'intensità massima del 40% .
La nuova normativa si affianca la recente circolare dell’Agenzia delle Entrate che, in attuazione della Finanziaria 2007, ha definito i criteri per considerare la produzione fotovoltaica e da biomasse come attività connessa all’azienda agricola.
Queste le prime reazioni alla normativa:
«Con l'approvazione degli incentivi per la produzione di energia elettrica da biomasse - ha commentato il ministro Zaia - ora la produzione diffusa di energia rinnovabile in agricoltura diventa una realtà. Grazie a questa norma daremo slancio alla ripresa economica e l'agricoltura contribuirà al raggiungimento degli obiettivi europei per il contrasto ai cambiamenti climatici».
Anche Confagricoltura esprime la sua soddisfazione: «Finalmente l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - si da completa attuazione agli incentivi per le agroenergie introdotti dalle leggi 222/07 e 244/07. Ciò darà nuovo slancio agli investimenti nel settore, favorendo il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni stabilite dal protocollo di Kyoto, nonché dei più ambiziosi obiettivi europei al 2020. In pochissimi giorni è stato portato a compimento, con il supporto dei ministeri delle Politiche agricole, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e dell’Agenzia delle Entrate, un lungo e faticoso lavoro che sicuramente produrrà effetti positivi su tutto il settore agricolo».
Impressione positiva anche tra le stanze della Fiper. «Un risultato importante lungamente atteso - sottolinea il presidente Walter Righini - che favorisce l’avvio e il consolidarsi degli impianti di biogas e di teleriscaldamento a co-generazione. Questo provvedimento va sicuramente nell’ottica di promuovere la generazione distribuita di energia e incentivare la diversificazione produttiva delle aziende agricole. Anche per gli impianti superiori a 1 MW di potenza elettrica, il coefficiente di 1,8 per la definizione dei certificati verdi offre margini interessanti per le aziende delle rinnovabili. Rammarico invece nell’aver riconosciuto anche ai rifiuti biodegradabili e alle biomasse generiche non di filiera provenienti dagli altri continenti il coefficiente di 1,3 anziché di 1,1 come era previsto in Finanziaria 2008. Viene così disatteso il principio iniziale di valorizzare le risorse locali (biomasse) del territorio.
Rimaniamo ora in attesa del Decreto Attuativo del Ministero dell’Agricoltura per la definizione della filiera corta, in modo che il coefficiente di 1,8 sia al più presto operativo, così come lo snellimento dei tempi di attesa per gli allacciamenti dei nuovi impianti da parte dell’Enel».
Cogena, invece, l’associazione italiana per la promozione della cogenerazione che rappresenta 44 imprese del settore, chiede al Senato di rivedere la materia eliminando i nuovi corrispettivi e inserendo regolamenti differenziati a seconda del tipo di energia: scambiata, consumata o prelevata. In secondo luogo invita ad applicare a tutti gli impianti di autoproduzione di energia da fonte rinnovabile e da cogenerazione ad alto rendimento i corrispettivi tariffari e gli oneri generali di sistema solo in riferimento all’energia prelevata nei punti di connessione e non al totale autoprodotto ed autoconsumato. «Con l’art. 33 sulle reti interne di utenza – spiega - il provvedimento approvato non solo va nella direzione opposta intrapresa e percorsa dagli altri Paesi Europei ma, addirittura, neutralizza gli effetti positivi di altre norme previste ed approvate dallo stesso DDL 1195 B, prima tra le quali, la semplificazione amministrativa dell’installazione di unità di microcogenerazione (sola Comunicazione al Comune) e piccola cogenerazione (solo Dichiarazione inizio attività – DIA)».
Approfondimenti:
“Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” (file pdf)
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