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L’Europa deve accelerare se vuole mantenere il suo primato nel campo delle energie rinnovabili. A sostenerlo è il rapporto EU Energy (R)evolution presentato a Bruxelles da Greenpeace e EREC (European Renewables Energy Council).
Mentre l’Unione Europea studia la sua politica energetica ed economica fino al 2050, Cina e Stati Uniti continuano a guadagnare punti in innovazione e indipendenza energetica: la Cina ha già sorpassato l’Europa nelle installazioni di tecnologie rinnovabili.
Il rapporto EU Energy (R)evolution mostra come sia possibile un taglio del 95% delle emissioni di CO2 al 2050 ottenendo il 92% degli usi energetici totali e il 97% dell’elettricità da fonti rinnovabili. Lo studio presenta quindi obiettivi ambiziosi, ma è basato su ipotesi realistiche: spostamento del traffico merce dalla gomma alla ferrovia, interventi di efficienza energetica in tutti i settori, un mix di fonti rinnovabili decentralizzate, sviluppo su larga scala dell’eolico off-shore e del solare termodinamico oltre all’uso delle biomasse derivate quasi esclusivamente da residui agricoli e forestali.
Questi investimenti sulle energie verdi comporteranno un aumento dei costi dell’elettricità nel breve e medio periodo, ma permetteranno un risparmio dei consumi di fonti fossili pari a 2.650 miliardi di euro nel periodo considerato fino al 2050.
Approfondimenti
20/07/2010
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